La città in un Biglietto del tram.

In qualità di coordinatore dei corsi internazionali di Graphic Design dello IED Milano ho il piacere e la fortuna di poter assistere a tutti gli esami sostenuti dagli studenti del corso e di visionare i loro progetti, le loro idee e le loro riflessioni su tematiche ogni anno differenti e variegate che ispirano in me riflessioni, idee, e nuovi punti di vista.

In questo articolo voglio parlarvi proprio di una riflessione personale ispirata da una delle sublimi esercitazioni d'esame che il docente Stefano Temporin ha dato agli studenti del primo anno, ovvero quelli che consideriamo ancora "acerbi" in quanto appena entrati nelle dinamiche che la disciplina del graphic design porta con se. I meno "Bravi" di questo corso triennale dello IED di Milano semplicemente perché ancora all'inizio del loro percorso formativo (ovviamente non credo affatto che sia così ma questa crudele descrizione può fornirvi un punto di vista su quanto seguirà).

Stefano Temporin, Docente del corso di Graphic Design ha sottoposto ai nostri studenti una sfida non facile, ovvero ripensare e riprogettare i contenuti e l'estetica dei biglietti dell'ATM di Milano (il servizio di trasporto pubblico della città composto da bus, metro, treni e tram).

Partendo dalle informazioni dei biglietti reali (che trovate nella prima fotografia di quest'articolo), gli studenti hanno svolto un'analisi mirata a risolvere il chaos visivo riorganizzando le informazioni in base ai loro significati e creando dei linguaggi accessibili per differenti tipologie di utenza.

Il docente ha chiesto, per rendere l'esercitazione più realistica e dar quel sapore di brief reale che fossero mantenute obbligatoriamente la font ufficiale e il sistema di validazione già presenti nei biglietti ATM reali. Qui potrete vedere tutti i biglietti realizzati dagli studenti di cui vado fiero e orgoglioso e di seguito potrete leggere la mia riflessione nata dall'assistere a questo progetto d'esame.

Una città deve stare in un biglietto del tram? Questo è il titolo di quest'articolo e la domanda che è rimbalzata nella mia mente il giorno dell'esame.

Questo strumento apparentemente inutile che evita le multe e rende le persone parte di una società civile è a tutti gli effetti uno strumento di identificazione di una città da non sottovalutare. 

Io stesso aprendo il portafoglio ho ancora all'interno biglietti della metro di Roma, Atlanta, New York, Londra, Lisbona (si dovrei pulire il portafoglio più spesso ne sono consapevole). Il solo guardare questi pezzi di carte e plastica che spuntano tra monetine e ricevute della tintoria riesce a farmi rivivere le emozioni e i momenti vissuti insieme.

Questo rende questi bigliettini degli ottimi strumenti di promozione territoriale che, come tutti sappiamo, deve sempre più parlare al lato emotivo del cittadino e del visitatore

Il biglietto del tram è un oggetto all'apparenza inutile, del quale non si paga il costo del prodotto ma del servizio ad esso legato ma che, per chi visita una città, diventa un elemento di movimento, la chiave per le porte dei luoghi che visiterà.

Come il tram viene caratterizzato nelle forme e nei colori per comunicare l'identità di un luogo, come gli annunci della metro vengono studiati per generare una memorabilità urbana che si trasformerà in nostalgia e piacevole ricordo (si pensi a "MIND THE GAP" della metro di Londra o al "STAND CLEAR OF THE CLOSING DOORS PLEASE" tipico della subway newyorkese) anche il biglietto diventa souvenir da portare con se, da collezionare e custodire.

Il biglietto del tram, bus, metro, rappresenta una sorta di calamita sul frigorifero che sta li a ricordare le nostre esperienze in luoghi più o meno lontani che hanno contribuito a fare di noi la persona che siamo oggi.

Probabilmente sto divagando ma il bello di avere un blog sul proprio sito è che non devi tener conto di quanti fogli stai sprecando o se l'editore non pubblicherà ciò che stai scrivendo.

L'assistere a questo esame degli studenti dello IED Milano mi ha fatto capire come in realtà, per quanto si dica che non ci sia lavoro per i grafici e non ci sia nulla di nuovo da inventare, il mondo è pieno di piccoli interventi visivi e percettivi, di superfici nascoste da trasformare e implementare in ottica di promozione territoriale che spetta al Graphic Designer individuare ed implementare.

Vi ringrazio per aver letto questa riflessione senza morale e conclusione e spero che abbiate apprezzato i progetti degli studenti quanto me. Penso che il modo migliore di concludere sia facendo i complimenti al docente Stefano Temporin per l'aver ideato questa bellissima esercitazione e ovviamente agli studenti del corso di Graphic Design dello IED di Milano che hanno affrontato egregiamente la sfida!

TANTE BELLE COSE FRESCHE A TUTTI!

Il progetto è presentato anche sulla pagina Behance ufficiale della scuola di Arti visive dello IED - Istituto Europeo di Design di Milano sulla quale potrete trovare, oltre questo, anche molti altri progetti realizzati dagli studenti sia per esami del corso si per le Tesi di Diploma del corso triennale.

ECCO IL LINK PER VISIONARLO E SEGUIRLO: 
https://www.behance.net/IEDMilanoVisualArts

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