Ultima cena di Leonardo al femminile.

In qualità di coordinatore dei corsi di Graphic Design internazionali dello IED Milano ho la fortuna di incontrare studenti provenienti da tutto il mondo, studenti differenti per cultura, radici, usanze e costumi che passano tre anni insieme uniti dalla passione per il Graphic Design, dalla voglia di imparare a gestire la comunicazione visiva e portare avanti con passione progetti di sistema che possano sintetizzare, sensibilizzare e informare il mondo che li circonda.

Una delle mie competenze nel coordinamento del corso è anche quella di assistere agli esami degli altri docenti. Un ruolo di "supervisore" che mi permette di mascherare il vero motivo della mia presenza durante i test. Quella di "CURIOSONE". 

In questo articolo parlo di uno dei progetti realizzati dagli studenti e dalle studentesse del secondo anno durante il corso di fotografia dove il docente Roberto Mancuso ha lanciato la sfida di riprodurre una personale interpretazione del famoso affresco di Leonardo "L'ultima Cena". 

Immagine ormai iconica in tutto il mondo che anche se reinterpretata migliaia di volte non ha mai perso il suo fascino e la sua valenza di ICONA mondiale.

La sfida su questo progetto era la riproduzione della famosa opera secondo un brief ben definito che gli studenti avrebbero dovuto seguire.

  • Una reinterpretazione al FEMMINILE (e non femminista) dell'opera.
  • Le donne sono il futuro in molti campi e, per quanto mi riguarda, soprattutto del Graphic Design. Non voglio parlare di rivalsa sociale o di maggiore difficoltà nel primeggiare ma, negli anni, noto come le mie studentesse siano appassionate a questa disciplina in modo particolare, di come la loro sensibilità nella ricerca, molto spesso, raggiunga livelli più profondi rispetto alla loro controparte maschile.

OVVIAMENTE con queste parole non voglio minimamente sminuire gli studenti maschi che lavorano benissimo, dimostrano un grande impegno e una dedizione elevata.

Ma sto divagando. 

Il brief continuava con la ricerca della multiculturalità che contraddistingue questo corso, infatti le studentesse, provenienti da differenti paesi del mondo, hanno dovuto vestire un abito tipico del loro paese d'origine. Reperendo il capo d'abbigliamento, indossandolo nel modo adeguato e facendo ricerca sui significati che esso rappresenta nella loro cultura di provenienza.

Davanti a loro non vi erano pietanze reali ma lo strumento che ormai ha racchiuso i tecnicismi del loro futuro mestiere, un computer. All'interno le fotografie di piatti tipici del loro paese.

Anche qui vi è stata una grande dose di ricerca su quale pietanza selezionare per rappresentare al meglio la propria provenienza.

Da italiano non saprei se mostrare la pizza, la pasta o un bel cannolo. Ma si sa, l'Italia è un paese dannato quando si tratta di doverlo racchiudere tutto in un singolo elemento.

È Gesù? Le differenze culturali potrebbero cozzare quando si parla di religione ma, al giorno d'oggi, il dipinto dell'ultima cena ha perso quasi ogni valenza religiosa a favore di un posizionamento nel mondo del POP. Gesù è stato cancellato e ogni studentessa ha sostituito la sua figura con l'elemento che preferiva. Ciò che per lei potesse rappresentare (in modo totalmente allegorico e non pretenzioso) un valido MESSIAH per la sua visione del mondo.

E i maschietti? Non li abbiamo cacciati fuori ma hanno curato la parte tecnica, allestito il set insieme alle ragazze, diretto i lavori, scattato la foto e lavorato attivamente con il resto della classe per raggiungere l'obiettivo.

Buona visione.

 

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